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May 25 Provate a immaginare. Provate ad immaginare. L'Italia dei pogrom. Provate ad immaginare. Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata. Provate ad immaginare. Il giorno dopo e poi quelli successivi ragazzi in motorino lanciano una molotov contro la casa di un vostro vicino. L'incendio brucia in parte l'appartamento ma per fortuna l'uomo, la donna e i due bambini che ci vivono se la cavano. Spaventati ma incolumi. Poi è la volta di un intero quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La gente scappa si rifugia da parenti. Provate ad immaginare. Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo, forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato. Provate ad immaginare. La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio. Raccolte in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non ferma nessuno degli incendiari ma "scorta" voi e i vostri compaesani. Andate via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto, dove, forse potrete resistere per un po'. Fino alla prossima molotov. Provate ad immaginare. Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada. Provate ad immaginare. Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte all'emergenza. Leggi per fermare la violenza e l'illegalità. Leggi contro di voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese. Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008. Non vi pare possibile? Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un pogrom. Un pogrom che sta incendiando l'Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un rogo razzista. Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non capiterà mai. Siete cittadini d'Europa, voi. Siete gente che lavora, che paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no. Nella roulette russa della guerra sociale c'è chi affonda e chi resta galla. Il lavoro non c'è, e se c'è è precario, pericoloso, malpagato. Il mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure. Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi, di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la guerra sociale. Provate ad immaginare. Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli. Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di indignazione, capace di rivolta. Provate ad immaginare. Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi "dove eravate mentre bruciavano le case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?" Non dite che non sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c'entrate. Chi non ferma la barbarie ne è complice. 2 sole cose voglio aggiungere. 1) Non l'ho scritto io, è il testo di una mail arrivata a Orso. 2) Doverosi sono i ringraziamenti all'autore, che, anche se sconosciuto, merita tutto il mio rispetto. May 21 Noi. Oggi pensavo. è una cosa che faccio spesso, forse anche troppo. Alla fine l'oggetto della mia inchiesta interiore è capitato su di noi. Me e Giulia. Noi. Noi. Ok, sapete già cosa aspettarvi. Noi stiamo insieme. è qualcosa che va oltre i limiti dell'umana comprensione. Cioè, lo stare insieme intendo. Crea un legame tra due persone. Ed è su questo che stavo riflettendo oggi. Cosa significa stare insieme? E perchè abbiamo scelto reciprocamente di stare insieme? La somma risposta a cui sono giunto è *rullo di tamburi* boh. Boh, cioè, non lo so. Io non sono certo di niente, tranne che dei miei sentimenti. Io non so perchè, quando quel giorno ci siamo scambiati quel bacio, è scattato qualcosa. So però che qualcosa è scattato. Qualcosa che, nonostante tutto, mi (ci) legherà per sempre. Qualcosa di indissolubile, perchè, se è vero, l'amore non può finire. Non deve finire. Forse io sono troppo impulsivo, ma quella notte d'estate me la ricordo bene. E in quel momento non fui impulsivo per niente, anzi, fu forse una delle poche volte in cui pensai davvero a cosa dire. E vale tutt'ora. Forse anche di più. E mi ricordo bene i nostri primi mesi, quando ho scoperto di essere innamorato. E mi ricordo come fosse ieri quel pomeriggio di Ottobre. Eri bella come non mai. E mentre sto qui sul divano a scrivere sto intervento malriuscito, ripenso ai momenti che abbiamo passato, e a quelli che dobbiamo ancora passare, con i nostri alti e bassi. E con la forza di chi (almeno da parte mia) non vuole smettere di amare, per passare ancora, e per sempre, momenti felici. E se, per caso, la nostra storia dovesse finire per tuo volere, sappi che a me non interessa. A me basta che tu sia felice, con o senza di me. Ti amo. Tutto e niente più di questo. May 09 BelliCosi - TodayOggi, un altro giorno: pioggia e asfalto i soliti attributi di questa strada, di questa città. Oggi, osservato e perquisito, se non hai il cellulare, se non hai la ragazza , se non hai i vestiti giusti, se non hai le risposte giuste, se non hai ragione, se non sei di questa regione. Denaro ed arroganza ancora una volta le regole di chi gode di tutto questo, e poi tutto ritorna a mancare, ma quello che non manca e' il benessere: noia, droga, violenza, coerenza, collettivi e politica. L'unica cosa che risuona nelle orecchie e' l'orgoglioso e claustrofobico applauso che esce dalle vostre case, dai vostri palazzi, dalle vostre automobili, e si amplia ancora contro i muri e le pareti costruite per contenere tutto questo... Permane pero' l'idea che tutto e così perchè è cosi' che deve andare, perchè non c'è un perchè. Perchè è giusto che marcino per le strade, masse di cadaveri, automi, e noi fra loro! Noi fra loro!! Scopri allora, scopri allora che c'è qualcosa che non va, o meglio, qualcosa va ma non te: c'è qualcosa che non funziona o sono io che non funziono!? c'è qualcosa che non funziona o sono io che non funziono?!? Odio, odio e disprezzo tutto questo! Odia, odia e disprezza tutto questo! Ci stava. May 04 2 cose.prima: Il concerto degli ska-p è il 13 dicembre al palasharp di Milano. Presenza obbligatoria per tutti. seconda: Devo ringraziare una persona. Lei capirà. Grazie, davvero. |
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